Tarantino, Kitano, Lynch, Carpenter, Romero, Kieslowski e tanti altri...sono loro l'essenza del cinema...dite la vostra!

Nome: Alberto
Chi sono?
Non lo so sono alla continua ricerca di me stesso; cos'è la vita se non un passaggio obbligatorio tra la nascita e la morte volto alla consapevolezza e alla scoperta del proprio io.
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Il resto di niente
Titolo originale: Il resto di niente
Nazione: Italia
Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 103'
Regia: Antonietta De Lillo
Sito ufficiale:
Cast: Maria de Medeiros, Rosario Sparno, Imma Villa, Raffaele Di Florio, Lucia Ragni, Maria Grazia Grassini.
Produzione: Mariella Li Sacchi, Amedeo Letizia
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: Venezia 2004
25 Marzo 2005 (cinema)
Trama:
Il resto di niente è tratto dal romanzo di Enzo Striano. Al centro la figura di Eleonora Pimentel Fonseca. Intorno a lei si snodano le vicende della Rivoluzione Napoletana del 1799, viste attraverso lo sguardo di Eleonora, una donna apparentemente fragile, ma che ha dentro una grande forza...
(da filmup)
Antonietta De Lillo ci presenta un film in cui si richiede la piena partecipazione del pubblico, si cimenta non nel classico film basato sulla cronaca di eventi e personaggi, ma un film che scorre seguendo le emozioni della protagonista, Maria De Medeiros, che molti si ricorderanno come colei che interpretò Fabienne in Pulp Fiction; in questo film è lei il cardine. veniamo trasportati nel suo bagaglio emozionale; la scelta effettuata dalla regista è coraggiosa ma ai più farà distorcere il naso, in quanto molti non vogliono nessuna compartecipazione mentre guardano, qua invece lo spettatore deve collimare tra di loro le varie scene, deve creare lui il collegamento, in quanto sia la caratterizzazione dei personaggi, che la storia stessa, la breve ma intensa rivoluzione napoletana è marginale; l'obiettivo della regista infatti è quello di far vedere come la storia si ripeta, come le situazioni presenti allora sono vive anche adesso, per cambiare, per fare una rivoluzione, si deve saper parlare al popolo, fargli capire come stanno effettivamente le cose, fargli aprire gli occhi chiusi dietro un'ignoranza e un facile credulismo popolare; emblematica la frase "il popolo di napoli vuole essere lasciato in pace", mi ricorda la frase che ho sentito dire da qualche anziano, ai tempi di mussolini si stava bene ci lasciava in pace, potevamo stare con la porta aperta e nessuno ci rubava; è per questo che il film della De Lillo è cosi attuale, ci fa vedere dal di dentro le difficoltà che questa esule donna cosi fragile emotivamente, ma cosi forte d'animo deve affrontare per riuscire a parlare col popolo, fargli aprire gli occhi, fargli comprendere che la rivoluzione deve essere fatta principalmente per loro, in quanto in realtà non sono liberi ma servi del potere, preferiscono rimanere confinati nella loro quotidianità sicura ma vincolata dal regme, piuttosto che essere liberi e lottare per la libertà; mai situzione è + attuale, quante volte ci lamentiamo, protestiamo, insultiamo questo e quel politico, ma all'atto pratico rimaniamo in panciolle a grattarci la pancia, sappiamo solo parlare, in quanto abbiamo paura di protestare veramente, di passare ai fatti per paura di perdere la nostra sicura quotidianità vincolata al potere, piutttosto che metterci in gioco e rischiare di perdere tutto ma fieri però di non essere voluti sottostare a questa marcia società.
Per questa ragione la scelta della De Lillo di concentrare tutto sull'emotività e non sui personaggi e sulla storia a mio avviso è una scelta giusta, in quanto altrimenti si sarebbe distolta l'attenzione sul vero obiettivo della De Lillo, e il suo scopo non sarebbe stato raggiunto; un film da vedere per chi vuole riflettere; un film assolutamente sconsigliato per chi purtroppo ha un ruolo passivo sia al cinema che nella vita.
The Woodsman - Il segreto
Titolo originale: The Woodsman
Nazione: U.S.A.
Anno: 2004
Genere: Drammatico
Durata: 87
Regia: Nicole Kassell
Sito ufficiale: www.thewoodsmanfilm.com
Cast: Kevin Bacon, Kyra Sedgwick, Mos Def, Benjamin Bratt, Eve
Produzione: Lee Daniels Entertainment, The Woodsman LLC, Dash Films
Distribuzione: Nexo
Data di uscita: 28 Gennaio 2005 (cinema)
Trama:
Walter fa ritorno nella sua città natale, dopo essere stato dodici anni in prigione per pedofilia, per iniziare una nuova vita.
Nicole Kassell alla sua opera prima dopo aver già girato un cortometraggio si cimenta con un tema alquanto impegnativo tratta dall`omonima piece teatrale di Steven Fechter, e ne esce fuori in maniera molto positiva senza cadere in facili giudizi e banalità; con questo film riesce a creare una giusta atmsofera e a imperniare lungo tutto l'arco del film tutte le riflessioni e le problematiche che la perversione della pedofilia possa innescare, ben coadiuvate anche dall'ambiguità interiore di uno straordinario Kevin Bacon, personalmente mai visto a questi livelli; durante l'ora e mezza di film kevin bacon ci accompagna lungo il suo reinserimento nella società a volte mediante degli interrogativi o delle risposte già dalle quali si nota la sua accettazione graduale del suo essere e la consapevolezza che con la forz a di volontà e la voglia di reinserirsi possa piano piano riemergere; questo si può notare da come si evolva nelle domande chiedendo dapprima allo psicologo "sarò mai normale?" per poi passare a dire "quando sarò normale?" per poi arrivare alla riflessione "La mia idea di normale è stare accanto una bambina senza pensare certe cose" , emblematico anche il momento in cui chiede al cognato se vede la sua bambina in "una certa maniera" per riuscire a comprendere se stesso e quanto sia normale "Provare certi impulsi"; tutto il film pernea quindi sulla ricerca della propria natura, per capire cosa sia normale, cosa no , quale sia il limite di questa presupposta normalità che la società ci impone, cosi facilmente bigotta e pronta a giudicare a priori senza altre valutazioni; il contesto della società in cui si ritrova immerso Bacon è una società squallida e scarna in cui si trova a essere marcato come "mostro"
Per quanto riguarda la regia, la regista usa fermi immagine e "allucinazioni" del protagonsita che riescono a marcare il suo conflitto e riesce inoltre a non annoiare lo spettatore in quanto il film non risulta lento ma come un costante avvicinamento all'evoluzione della cognizione di essere al quale lo spettatore ne prende parte; oltre all'interpretazione sublime di Bacon, una buona prova recitativa viene fornita anche da Kyra Sedgwick, mentre la parte del poliziotto duro ricade troppo in dei clichè prestabiliti, in parte colpa della sceneggiatura attribuitagli e in parte colpa della pochezza dell'interpretazione dell'attore
In definitiva un bel film non adatto a chi è chiuso mentalmente nella sua ipocrisia di condanna e di facili giudizi.
Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me
Titolo originale: Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 108'
Regia: Carlo Vanzina
Sito ufficiale:
Cast: Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Mauro Di Francesco, Ugo Conti, Luigi Maria Burruano, Tony Sperandeo, Nino Frassica, Anna Maria Barbera
Produzione:
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 20 Gennaio 2006 (cinema)
Trama:
Donato, il capo ultrà del Milan, dopo aver trascorso vent’anni di esilio in Spagna, torna a Milano. La storia del suo episodio è molto semplice: rientrando in Italia, scopre di avere un figlio con Ginevra, la sua fidanzata di allora (Anna Maria Barbera). Il ragazzo ha vent’anni e vive con la madre e il suo nuovo compagno, che lui crede essere suo padre. Donato, sconvolto dal richiamo del sangue, decide comunque di conoscerlo. Ma scopre, con tremendo dolore, che suo figlio è...un capo ultrà dell’Inter! Per un milanista come lui la notizia è una pugnalata al cuore! Ma pur di stare accanto al figlio, Donato mette da parte il suo orgoglio e si finge anche lui interista... Con tutte le comicissime conseguenze che questa menzogna comporta. Perchè per l’ex capo della curva milanista diventare un finto interista è come per Casanova fingersi impotente!…
(da filmup)
Vedere questo film mi ha fatto capire che ormai alla veneranda età di 27 anni immergermi in questo genere di film non mi prova nessuna sensazione, solo indifferenza, certo mai sono arrivato per mia fortuna a vedere obbrobri e nefandezze inconcepibili del genere di vacanze di natale 2623684, ma i vari abatantuono, lino banfi alias oronzo Canà mi hanno accompagnato nella mia ormai lontana giovinezza. Venendo al film in questione, mi viene ben poco da dire, il film segue i canoni consoni della comicità di Abatantuono e della sua indimenticabile canzoncina, con la collaborazione di quasi tutti i personaggi di colorado cafè; divertenti alcune gag, evitabili moltre altre, la regia l'avrebbe potuta girare anche un bambino di 2 anni o persino berlsuconi, caro premier questa sarebbe l'occasione per aggiungere un altro lavoro ai suoi "innumerevoli" compiti, a meno che non sia troppo preso a piangere del fatto che la sua è una vita grama fatta di persone che la insultano ahimè; tornando al film c'è persino una fugace apparizione dell'892; bè che dire per il resto, odio i vanzina ma forse è solo invidia la mia, riuscire con un film senza trama, girato in breve tempo e con un'irrisoria spesa di soldi, riuscire ad essere campioni di incasso, ma del resto la colpa è del mercato non di chi offre ma di chi compra, i primi si adeguano ai secondi
In definitiva ci sono film tipo lady vendetta o The Woodsman - il segreto che non vengono proiettati mentre periodicamente dobbiamo assistere alla proiezione dei film di vanzina, ai pochi che leggeranno questo blog spero lasci almeno un pò riflettere sulla situazione del cinema italiano.
Match Point
Titolo originale: Match Point
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 124'
Regia: Woody Allen
Sito ufficiale: www.dreamworks.com/matchpoint/
Sito italiano: www.matchpointilfilm.it
Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton
Produzione: BBC, Thema Production
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Cannes 2005
13 Gennaio 2006 (cinema)
Trama:
Il giovane Chris Wilton è un ex tennista professionista ora istruttore per ricchi iscritti a clud esclusivi. Chris è deciso alla scalata sociale per cambiare la propia vita. Ma diventando amico e frequentando uno dei suoi allievi, la situazione si complica, si troverà infatti conteso tra due donne in una situazione terribilmente delicata...
(da fiomup)
Premetto che non sono mai stato un grande estimatore di Woody Allen, questo mi ha fatto apprezzare in maniera completa un film perfetto sotto ogni aspetto senza essere pervaso da idolatria; un film che colpisce lo spettatore e lo trascina lungo tutto l'arco del film; un film caretterizzato da passione, cinismo, egoismo, scontro tra classi, in cui rimarranno memorabili e impresse in me alcune frasi : è veramente sfortuna una pallina che cade dal tuo lato della rete? o in realtà è fortuna come da te sapientemente illustrato; o forse invece di essere costretti a vivere in questo mondo, in cui si arriva al bivio in cui bisogna scegliere se continuare a essere invischiati in questo turbine di ipocrisia che è la società moderna in cui le persone vengono usate, uccise, manipolate solo per rientrare in quello che è un disegno più grande, invece di continuare a vivere in una società in cui l'unione perfetta è quella tra 2 persone le cui nevrosi si completano tra di loro, invece di dover per forza essere soltanto una pedina all'interno di un meccanismo cinico, l'unica soluzione allora è quella suggerita da te o ancor prima da Sofocle, la sorte migliore per l'uomo è quella di non essere mai nato.
Un film che parte piano, per poi esplodere in tutta la sua dirompenza creando un turbine di sensazioni, emozioni e riflessioni allo spettatore, il tutto sapientemente diretto da Woody Allen, che non lascia spazio a falsi moralismi, ma illustra in maniera non banale la società moderna; encomiabile l'interpretazione di Jonathan Rhys-Meyers, con il suo sgardo di ghiaccio amalgama alla perfezione cinismo e passione, la normalità dell'anormalità;non ci sono parole per descrivere la bellezza e la sensualità di Scarlet Johansson, ormai sempre più icona del cinema mondiale femminile , e sempre più donna fatale del nuovo millennio. Il tutto condito da una colonna sonora principalmente composta da musiche tratte da opere liriche che contribuiscono a esaltare tutto il turbinio di emozioni, stati d'animo, contrapposizioni etiche, morali, passionali che si accavallano nel film.
In definitiva un film imperdibile per chi ama Woody Allen. E anche per chi lo odia
Match Point
Titolo originale: Match Point
Nazione: U.S.A., Regno Unito
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 124'
Regia: Woody Allen
Sito ufficiale: www.dreamworks.com/matchpoint/
Sito italiano: www.matchpointilfilm.it
Cast: Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers, Emily Mortimer, Matthew Goode, Brian Cox, Penelope Wilton
Produzione: BBC, Thema Production
Distribuzione: Medusa
Data di uscita: Cannes 2005
13 Gennaio 2006 (cinema)
Trama:
Il giovane Chris Wilton è un ex tennista professionista ora istruttore per ricchi iscritti a clud esclusivi. Chris è deciso alla scalata sociale per cambiare la propia vita. Ma diventando amico e frequentando uno dei suoi allievi, la situazione si complica, si troverà infatti conteso tra due donne in una situazione terribilmente delicata...
(da filmup)
Premetto che non sono mai stato un grande estimatore di Woody Allen, questo mi ha fatto apprezzare in maniera completa un film perfetto sotto ogni aspetto senza essere pervaso da idolatria; un film che colpisce lo spettatore e lo trascina lungo tutto l'arco del film; un film caretterizzato da passione, cinismo, egoismo, scontro tra classi, in cui rimarranno memorabili e impresse in me alcune frasi : è veramente sfortuna una pallina che cade dal tuo lato della rete? o in realtà è fortuna come da te sapientemente illustrato; o forse invece di essere costretti a vivere in questo mondo, in cui si arriva al bivio in cui bisogna scegliere se continuare a essere invischiati in questo turbine di ipocrisia che è la società moderna in cui le persone vengono usate, uccise, manipolate solo per rientrare in quello che è un disegno più grande, invece di continuare a vivere in una società in cui l'unione perfetta è quella tra 2 persone le cui nevrosi si completano tra di loro, invece di dover per forza essere soltanto una pedina all'interno di un meccanismo cinico, l'unica soluzione allora è quella suggerita da te o ancor prima da Sofocle, la sorte migliore per l'uomo è quella di non essere mai nato.
Un film che parte piano, per poi esplodere in tutta la sua dirompenza creando un turbine di sensazioni, emozioni e riflessioni allo spettatore, il tutto sapientemente diretto da Woody Allen, che non lascia spazio a falsi moralismi, ma illustra in maniera non banale la società moderna; encomiabile l'interpretazione di Jonathan Rhys-Meyers, con il suo sgardo di ghiaccio amalgama alla perfezione cinismo e passione, la normalità dell'anormalità;non ci sono parole per descrivere la bellezza e la sensualità di Scarlet Johansson, ormai sempre più icona del cinema mondiale femminile , e sempre più donna fatale del nuovo millennio. Il tutto condito da una colonna sonora principalmente composta da musiche tratte da opere liriche che contribuiscono a esaltare tutto il turbinio di emozioni, stati d'animo, contrapposizioni etiche, morali, passionali che si accavallano nel film.
In definitiva un film imperdibile per chi ama Woody Allen. E anche per chi lo odia
Saw 2 - La soluzione dell'enigma
Titolo originale: Saw II
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Thriller
Durata: 107'
Regia: Darren Lynn Bousman
Sito ufficiale: www.saw2.com
Sito italiano: www.saw2.it
Cast: Tobin Bell, Lyriq Bent, Tim Burd, John Fallon, Franky G, Noam Jenkins, Erik Knudsen
Produzione: Mark Burg, Gregg Hoffman, Oren Koules
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 05 Gennaio 2006 (cinema)
Trama:
Jigsaw è tornato. Il brillante e psicotico ideatore dello sterminio delle sue vittime in "SAW", è tornato per un'altra partita del suo orribile gioco con la vita o con la morte. Quando viene scoperto un cadavere, il cui assassinio riconduce alla mano di Jigsaw, il detective Eric Mathews (Donnie Wahlberg) inizia le indagini e lo cattura facilmente. Ma questo non è che un dettaglio nel nefando piano di Jigsaw. Altre otto vittime sono pronte a lottare per la vita ed è ora che Mathews si unisca al gioco
(da filmup)
Arriva nelle sale il seguito dell'enigmista, vado al cinema fiducioso in ricordo del primo capitolo anche se un pò perplesso in quanto i seguiti sono quasi sempre peggiori del primo capitolo; a mia grane sorpresa dirò subito che questo secondo capitolo mi ha entusiasmato più del primo che mi aveva un pò deluso per l'epilogo finale un sussegguirsi esagerato di colpi di scena alcuni anche illogici a mio avviso; il secondo capitolo lascia lo spettatore sempre inchiodato allo schermo grazie alla tensione claustrofobica che incute mediante una scelta registica oculata, con un uso sapiente delle scene a flash continui nelle parti chiave e nei flsahback, una colonna sonora che ben si combina col progredire del film e una trama per nulla scontata con un colpo di scena ben congegnato e molto logico;interessante anche la maniera in cui viene analizzato il rapporto tra padre e figlio; a mio avviso il film non è molto splatter, ho visto di peggio, forse chi lo reputa splatter non ha visto(se vogliamo rimanere nel recente commerciale) Alta Tensione oppure è abitutato a vedere Dumbo;Il preambolo del film forse è la scena più splatter ma solo immaginandola in quanto (sapientemente) non viene fatta vedere la parte cruenta ma solo lasciata lì in suspence, per quanto riguarda questa scena l'attore che l'ha interpretata è alquanto scadente, per quanto riguarda gli altri attori una recitazione più che buona di Tobin Bell, una presenza scenica perfetta ,grazie alla sua bellezza , di Emmanuelle Vaugier; in definitiva un assemblaggio più che onesto di diversi stereotipi di persone che ben si amalgamano e tralasciando qualche sbavatura nelle recitazioni, si districano tutti in maniera per lo meno sufficiente.
In definitiva finalmente un thriller occidentale ben realizzato senza cadere nei classici clichè ormai utilizzati in questo genere di film. Assolutamente da non perdere!
King Kong 
King Kong
Titolo originale: King Kong
Nazione: U.S.A, Nuova Zelanda
Anno: 2005
Genere: Fantastico, Avventura, Drammatico
Durata: 180'
Regia: Peter Jackson
Sito ufficiale: www.kingkongmovie.com
Sito italiano: www.king-kong.it
Cast: Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody, Andy Serkis, Jamie Bell
Produzione: Big Primate Pictures, Universal Pictures, WingNut Films
Distribuzione: UIP
Data di uscita: 16 Dicembre 2005 (cinema)
Trama:
1930. Una troupe cinematografica capitanata da uno spericolato documentarista finisce per errore su un'isola ricoperta da una giungla impenetrabile, e l'unica donna della troupe, viene rapita dagli abitanti del luogo e offerta in sacrificio al gigantesco gorilla.
(da filmup)
Una voce fuori dal coro. King Kong di Peter Jackson è un insulto a mio avviso all bellezza del cinema, non sono riuscito a trovare un aspetto positivo nonostante la buona volontà e nonostante sapessi a cosa andassi incontro; l'unica eccezione sono le intepretazioni di jack black e adrien brody che incarnano alla perfezione i loro ruoli, gli altri personaggi sono alquanto inespressivi a cominciare dalla scialba Naomi Watts che non ha le caratteristiche per incarnare il personaggio; gli effetti speciali a volte esagerati non riescono a nascondere le innumerevoli pecche del film a cominciare dalla ridicolezza dei combattimenti di king kong che assomiglia a un misto di michael jordan, ronaldinho, kurt angle e bruce lee viste le doti acrobatiche e pirotecniche delle sue mosse, il combattimento con il T-rex raggiunge l'apice di idiozia non ha nessun senso, poi non solo peter jackson da piccolo deve aver miscelato visionadoli insieme Jurassic Park e King Kong ma anche perchè non gli è bastato mettere all'interno della giungla tutti gli animali preistorici mai esistiti ma addirittura "ha voluto esagerare" regalandoci ben TRE t-rex! Un altra perla ci viene regalata quando i protagonisti corrono insieme ai dinosauri, questo momento mi ha dato però ilari soddisfazioni per l'assurdità della scena senza alcun senso; il film si basa anche su dei stereotipi quali il vecchio saggio nero che "accudisce" il giovane come nella leggenda del pianista sul'oceano; per quanto riguarda la logicità del film (preannuncio che l'originale lo vidi in erà mesozoica) intanto sfido chiunque ad addentrarsi in una giungla, vedere centinaia di dinosauri rischiare la morte e ciò nonostante continuare imperterriti in questa avventura; un fatto alquanto oscuro riguarda la cattura di king kong : king kong peserà non so quante tonnellate ed è alto una decina di metri + della nave, come sono riusciti a trasportarlo fino alla civiltà e lasciarlo addormentato per settimane di viaggio? comunque questo piò essere considerato irrilevante nel contesto del film. Per quanto riguarda la regia ho apprezzato la scelta di alcune scene effettuate al rallenty attroniate da una giusto sonoro che ben rendevano la situazione; king kong dal suo canto risulta alquanto espressivo a volte anche più di alcuni attori. In definitiva un film che delude sotto più aspetti, la cui durata è alquanto lunga di cui per tre quarti si dilunga sulla giungla e sui combattimenti tralasciando un aspetto fondamentale quale il rapporto bestia-uomo e la sensibilità "amore" che prova king kong che si rivela meno bestia di molti uomini.
Le cronache di Narnia: Il leone, la strega e l'armadio
Titolo originale: The Chronicles of Narnia: The Lion, the Witch and the Wardrobe
Nazione: U.S.A., Nuova Zelanda
Anno: 2005
Genere: Avventura, Fantastico
Durata: 125'
Regia: Andrew Adamson
Sito ufficiale: www.narnia.com
Sito italiano: www.lecronachedinarnia.it
Cast: Georgie Henley, William Moseley, Skandar Keynes, Anna Popplewell, Tilda Swinton, Judy McIntosh
Produzione: Walt Disney Pictures, Walden Media, Lamp Post Productions Ltd.
Distribuzione: Buena Vista
Data di uscita: 21 Dicembre 2005 (cinema)
Trama:
Inghilterra, II guerra mondiale. I quattro fratelli Pevensie: Lucy, Edmund, Susan e Peter, entrano per caso nel mondo di Narnia, passando attraverso un armadio magico mentre stanno giocando a nascondino nella casa in campagna di un anziano professore. A Narnia i bambini scoprono una terra affascinante e pacifica, abitata da animali parlanti, nani, fauni, centauri e giganti, tuttavia, questo mondo fatato è minacciato dall'eterno inverno scatenato dalla malvagia Strega Bianca Jadis. Guidati dal nobile e mistico leone Aslan, i bambini riusciranno a sconfiggere la Strega Bianca, impegnandosi in una spettacolare battaglia che libererà per sempre Narnia dal gelido incantesimo di Jadis.
(tratta da filmup)
Il tanto atteso film di Adamson finalmente esce nella sale italiane deludendo però in gran parte le aspettative; il film risulta a mio avviso destinato solo ad un pubbico di bambini, essendo imperniato solo sulla forza delle immagini merito dell'ambientazione straordinaria e suggestiva della Nuova Zelanda che a volte lascia il fiato in gola per la sua immane bellezza, ma purtroppo è solo questo che regge il film; la trama scorre in maniera a vole incomprensibile, si lasciano troppo per scontato alcune sequenze, delle quali le più crude sono state volutamente tolte in fase di montaggio per non sconvolgere i bambini essendo pensato appunto come film per loro, senza però pensare che ormai i bambini sono calati in una realtà ben più grave che vedere immagini cupe e cruenti in un film, e la cruentezza in un film spesso non disturba nè scalfisce la sua bellezza nè intacca il fatto che possa essere comunque un prodotto destinato anche per i bambini. Determinate scelte risultano alquanto bizzarre come il doppiaggio affidato a Omar Sharif di Aslan cosi come anche le interpretazioni dei bambini eccetto quella di Lucy risultano a mio avviso inespressive e in alcuni momenti fuori luogo come se fossero stati catapultati sul set senza saperne il motivo e soprattutto per quanto riguarda Edmund la sensazione che crea è di irritazione e si vorrebbe in alcuni punti morisse,non riesce a ispirare compassione per la sua ingenuità nè a risollevarsi d'animo come dovrebbe essere nello svolgimento del film una volta che in teoria riconosce i suoi errori e ridiventa parte della famiglia; da apprezzare invece la recitazione impeccabile e a mio parere straordinaria di Tilda Swinton che interpreta la strega bianca e riesce con la sua presenza a magnificare le scene in cui è presente specialmente nel combattimento finale. In definitiva un film che avrebbe potuto essere magico ma che purtroppo di magico ha solo l'atmosfera e l'incanto di Narnia con i suoi minotauri esseri viventi e le sue bellezze paesaggistiche ben realizzate, e che di negativo ha tutto il resto da come è stata sviluppata la trama alle interpetazioni, eccetto di Tilda Swinton, alla scelta del doppiatore si Aslan; quindi un film che considerando le aspettative e soprattutto quello che sarebbe potuto essere delude in più parti e lascia l'amaro in bocca per un'occasione sprecata.
A history of violence
Titolo originale: A history of violence
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 90'
Regia: David Cronenberg
Sito ufficiale: www.historyofviolence.com
Cast: Viggo Mortensen, Maria Bello, Ed Harris, William Hurt, Ashton Holmes
Produzione: Bender-Spink Inc.
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2005
16 Dicembre 2005 (cinema)
Trama:
Tom Stall (Viggo Mortensen) vive tranquillo e felice con la moglie avvocato (Maria Bello) e i loro due bambini nella piccola città di Millbrook, Indiana, ma la loro idilliaca esistenza va in pezzi quando una notte Tom sventa una rapina nel suo ristorante. Quando si accorge del pericolo, entra in azione e salva i suoi clienti e amici uccidendo i due criminali per difesa. La vita di Tom cambia dopo quella notte, tutti lo considerano un eroe, e il circo dei media lo spinge sotto i riflettori. A disagio per questa inaspettata celebrità, cerca di ritornare alla vita normale, ma deve confrontarsi con un tipo misterioso e minaccioso (Ed Harris), che arriva in città credendo che Tom sia l’uomo dal quale in passato ha subito ingiustizie. Tom e la sua famiglia reagiscono allo scambio di identità e lottano per far fronte alla nuova realtà, ma sono costretti a rivedere le loro relazioni e i problemi che li dividono.
(tratta da filmup)
Dopo 3 anni di assenza Cronenberg colui che ha precorso i tempi con Videodrome torna alla ribalta con History of Violence; il film scorre in maniera lenta ma senza risultare pesante, coinvolge lo spettatore nella realtà del protagonista e sembra sia lo stesso spettatore a risultare coinvolto in prima persona nel succedersi di eventi, come una vita che scorra normale possa improvvisamente cambiare radicalmente e sprofondare in un turbine continuo di sconvolgimenti che minano la stabilità della normalità che il protagonista si era creato. La regia è impeccabile si districa con estrema bravura senza risultare mai pesante nè banale; ciò nonostante il film risulta abbastanza semplice : il passato non può essere dimenticato, torna come un boomerang a minare il presente e più si cerca di dimenticarlo più ci ritorna indietro; quello che ha notato questo povero mentecatto che scrive è che cmq si provi a cambiare a modificare tutto ritorna, e anche le persone che hanno conosciuto solo la nostra nuova identità inconsciamente sono attratte da ciò che eravamo prima, infatti anche quando si scopre la vera identià del protagonista la moglie anche se razionalmente si rifiuta di accettarlo irrazionalmente è profondamente attrata come dimostra il sesso selvaggio o la sua difensa in alcune situazioni. In definitiva il passato è presente e coloro che ci circondano o inconsciamente o consciamente accettano in noi sia il presente che il passato e anche se turbati dalla scoperta di cose nuove è come se in realtà le avessere sempre sapute. Per quanto riguarda l'interpretazione dei protagonisti Viggo Mortensen avrebbe a mio avviso fatto bene a tornare ad Aragorn, la sua interpretazione è scialba senza emozioni e priva di carisma, ben altra interpretazione quella di Maria Bello e Ed Harris, quest'ultimo da spessore al personaggio e lo caratterizza in maniera completa.
In definitiva un film discreto ma dal regista di Videodrome mi sarei aspettato di più
Broken Flowers
Titolo originale: Broken Flowers
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 105'
Regia: Jim Jarmusch
Sito ufficiale: www.brokenflowersmovie.com
Cast: Bill Murray, Jeffrey Wright, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange, Chloë Sevigny, Pell James, Tilda Swinton, Julie Delpy, Chris Bauer , Ryan Donowho , Alexis Dziena
Produzione: Bac Films, Focus Features
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: Cannes 2005
02 Dicembre 2005 (cinema)
Trama:
Don Johnston, single incallito, è stato appena lasciato dalla sua ultima conquista, Sherry. Mentre si affligge per la sua solitudine, gli arriva una lettera anonima che lo informa che ha un figlio e che probabilmente è alla sua ricerca. Don, pur non amando i viaggi, si mette alla ricerca di indizi...
(tratta da filmup)
"il nuovo film di Jim Jarmush è una pellicola dal carattere ipnotico" cosi inizia la recensione di filmup, concordo appieno ma non dal punto di vista che vuole dare il critico ma da un altro punto di vista; broken flower è un film che dire scorre lento è eufemistico, sarà perchè ero abbastanza stanco quando l'ho visto ma non è mai riuscito a coinvolgermi le interpretazioni i cambi di scena tutto il film nell'insieme avrebbe perso in fatto di lentezza una gara contro una tartaruga zoppa. Il film ripercorre la vita di un dongiovanni incallito facendo vedere come in effetti non ha seminato nulla nella sua vita, nonostante le innumerevoli donne; si può apprezzare come nel cammino che lo porta lungo questo cammino all'indietro si imbatta in dei modelli familiari stereotipati a sottolineare a mio parere il grigiore cmq della sua vita; dappirma una madre-figlia con rapporto complesso , poi una classica famiglia modello finta, poi una donna alienata dalla realtà che vive nel suo mondo e infine una donna che vive isolata. Nota positiva del film la presenza della affascinante(grazie chirurgia estetica di esistere) Sharon Stone, chi non vorrebbe averla come madre? (certo anche la figlia del film non è male) , il film in definitiva è un percorso a ritroso nella vita del protagonista, una disamina di come nella vita ad un certo punto si possa accorgere di non aver lasciato niente alle spalle e di come si vorrebbe averlo fatto, almeno questa è l'interpretazione data da un povero pazzo ormai anche arteriosclerotico : un film da apprezzare se si amano i film lenti e sonnolenti e soprattutto se si è insonni